Associazione Città Futura - Logo
Terza Pagina
Attentatori alessandrini
Donato D'Urso

Tra le tante figure di alessandrini dimenticati ci sono anche tre attentatori del ventennio fascista: uno reale, l'altro sedicente, l'ultimo quasi sicuramente inventato.

Domenico Bovone, figlio di Vincenzo e Marcella Gatti, era nato a Bosco Marengo il 13 dicembre 1903. Rimase presto orfano del padre, ucciso dalla madre durante una lite, pare non intenzionalmente. Dedicatosi a sfortunate attività commerciali ed industriali, Bovone finì presto per trovarsi oppresso dai debiti, con familiari a carico. Recatosi in Francia a cercar fortuna fu contattato da esuli antifascisti e, dietro promessa di aiuti economici, accettò di impegnarsi in attività cospirative, che comprendevano anche fabbricazione e uso di ordigni dinamitardi. Bovone, che aveva casa a Genova con la madre e una sorella, a Parigi conobbe e si legò sentimentalmente alla ballerina viennese Margarethe Blaha, di sei anni più giovane. L'assillante bisogno di denaro di Bovone nasceva anche dall'esigenza di assicurare una vita agiata all'amica del cuore.

Nel pomeriggio del 5 settembre 1931 in Salita Oregina a Genova una terribile esplosione scosse il fabbricato al numero civico 20. Mentre Bovone manipolava ordigni, uno scoppio accidentale lo ferì gravemente troncandogli parte di un braccio, uccise la madre, colpì la sorella Giovanna. I soccorritori presto compresero che la causa del disastro non era una fuga di gas. Tra le macerie la polizia trovò i resti di alcune bombe a orologeria; altro materiale esplosivo fu rinvenuto in un mulino nella disponibilità di Bovone a Rivarolo, unitamente a documenti comprovanti rapporti con fuorusciti antifascisti. La ballerina austriaca accorse in ospedale al capezzale dell'uomo amato e presto la polizia ottenne da lei le prime ammissioni. Erano pochi i fatti di cui Blaha fosse a conoscenza ma la donna divenne loquace sperando di salvare l'innamorato, forse inventando particolari per compiacere gli inquirenti, sicuramente spaventata per le conseguenze giudiziarie che si prospettavano. Indicò esponenti antifascisti repubblicani tra i referenti parigini di Bovone.

Le forze di polizia da  qualche  tempo  davano  inutilmente  la  caccia  a  misteriori dinamitardi che avevano compiuto attentati a Torino, Genova e Bologna. Nel capoluogo felsineo la bomba, rinvenuta intatta e portata in caserma, era esplosa uccidendo un maresciallo  dei  carabinieri.  Negli  altri  casi  non  c'erano  state  vittime, poiché venivano scelte ore notturne e zone poco frequentate: questo dimostrava che lo scopo degli atti era essenzialmente dimostrativo. Successivi bersagli di Bovone, che affermò di avere sempre voluto evitare danni a persone, dovevano essere la sede a Milano de "Il Popolo d'Italia", piazza dell'Unità a Trieste, il palazzo del Quirinale. Era un piano di attentati difficilissimo da sventare per le forze dell'ordine, proprio per la  personalità dell'autore principale che non aveva precedenti politici di rilievo.

Bovone, grazie alla forte fibra e alle cure mediche, lentamente migliorò sebbene mutilato. Fece ammissioni, forse sconvolto dal rimorso per la morte della madre e il destino della sorella che, in ospedale, aveva tentato il suicidio lanciandosi da una finestra e rimanendo per questo paralizzata.

Il giovane di Bosco Marengo, al processo dinanzi al Tribunale speciale per la difesa dello Stato tenutosi il 15 giugno 1932, dichiarò di avere accettato di fabbricare e collocare bombe in cambio di denaro. Non è chiaro se davvero a Parigi gli fosse stata promessa l'enorme cifra di un milione di lire nonché la rappresentanza di una ditta di legname in Jugoslavia, per attentare alla vita di Mussolini. In relazione a ciò Bovone si sarebbe recato a Roma per studiare i percorsi del duce. L'accusa comportava la pena capitale.

Al processo l'imputato apparve tranquillo, rassegnato al destino fatale o illuso di fruire di un atto di clemenza. La sentenza fu inesorabile: condanna a morte per lui, molti anni di carcere per Blaha e altri sette comprimari, tra cui Faustino Sandri impiegato di Villanova. Domenico Bovone fu fucilato a Roma da un plotone della milizia, nel Forte Bravetta, all'alba del 17 giugno 1932. Aveva 28 anni. Qualche ora prima, in un inutile, disperato tentativo di salvarsi, affermò di voler fare importanti rivelazioni, ma non fu ascoltato. Margarethe Blaha dopo qualche mese fu scarcerata ed espulsa dall'Italia, Giovanna Bovone per decisione di Mussolini (pentito per essersi opposto alla grazia del fratello?) fu aiutata finanziariamente e curata a spese dello Stato.

Dopo un attentatore vero, passo ad uno poco verosimile. Il 18 marzo 1933, verso le ore 21,  agenti  in borghese  fermarono, in piazza Venezia a Roma,

un individuo dall'atteggiamento sospetto, che era già stato notato in zona nei giorni precedenti. Si chiamava Giacomo Poggio, di mestiere idraulico, nato a Masio nel 1895 e lì domiciliato. Perquisito, l'uomo fu trovato in possesso di una pistola carica. Ai funzionari che lo interrogarono dichiarò che  era  sua  intenzione  uccidere  il  capo  del  governo:   "Ho  chiesto  il

passaporto per emigrare e non me lo hanno dato. E allora io ammazzo Mussolini."

Quel  giorno  era  arrivato  a  Roma  in  visita  ufficiale  il  primo  ministro

inglese MacDonald. L'affermazione di Poggio era gravissima e poteva costargli la vita, come era capitato all'anarchico Angelo Sbardellotto, fucilato lo stesso giorno di Domenico Bovone, solo per aver manifestato l'intenzione di uccidere il duce.

Quasi subito sorsero dubbi sulla lucidità mentale di Poggio. Questo il ricordo di Carmine Senise,  allora  stretto  collaboratore  del  capo  della polizia Arturo Bocchini: "Sostenni che era un irresponsabile. Non tutti furono del mio parere; ma quando Mussolini lesse il rapporto della Questura, disse prontamente a Bocchini: - È un povero pazzo! - e fece le stesse mie considerazioni. Il disgraziato non venne neppure denunciato al Tribunale Speciale." L'agenzia di stampa Stefani diramò la notizia concludendo con le parole: "Dagli accertamenti prontamente eseguiti è risultato trattarsi di uno squilibrato."

Il professor Filippo Saporito, direttore del manicomio criminale di Aversa, sottopose a perizia psichiatrica Giacomo Poggio e arrivò alla conclusione che fosse affetto da disturbi mentali. L'uomo era però malato di una grave forma di paralisa progressiva e dopo non molto tempo morì, quand'era ancora trattenuto in carcere.

Infine, un attentatore inventato. Nel maggio 1939 era in programma una visita ufficiale di Mussolini in Piemonte, compresa Alessandria, pp. 42-43). In quell'occasione, come sempre, le autorità di polizia predisposero eccezionali misure di sicurezza. Una lettera anonima arrivò sul tavolo del prefetto Domenico Soprano e del segretario federale del partito fascista Giovanni Battista Alessandri. Ecco il testo:

"La vita del Duce è in pericolo. Non è esecutore materiale ma è organizzatore e indicatore anzi tal Ciriaco Benzi segretario politico di S. Salvatore Monferrato avvocato. Costui stette  parecchi anni  in Francia  e vi fu con i fuorusciti a Parigi. Un  giorno  ebbe  £ 6.000  dall'ing. Toracca

per la esecuzione di un delitto. All'ultimo momento intascata le £ 6.000 lasciò nell'ufficio del Toracca la valigia, si allontanò con una scusa, non si fece più vedere e poi venne in Italia. Ma fu rintracciato ed è sul     punto  di   essere   smascherato   ma   vedendosi   per  cadere   si   è   ora venduto nuovamente. Provvedete subito. Costui non si sa bene dove abbia studiato; alcuni preti dicono che sia stato nei frati, abbia studiato presso di essi e  approfittando  della  guerra  li abbia  gabbati  non facendosi più

vedere come aveva gabbato i fuorusciti in Francia ma ora sta per gabbarci noi. In Francia era occupato presso Gondrand e dopo l'episodio Toracca si fece trasferire a Torino. Non sappiamo altro ma informeremo; abbiamo motivo per tenere l'anonimo come vedrete ma il nostro dovere ora lo facciamo con la presente."

Un cittadino zelante e patriota aveva fatto la sua parte. Le autorità avviarono immediatamente doverose, spedite e accurate indagini. Oltretutto, San Salvatore era sull'itinerario mussoliniano e il duce vi sostò brevemente il 17 maggio 1939.

La  denunzia anonima non ebbe riscontri positivi e allora rimane il dubbio: lo scritto era parto di un mitomane o di un "amico" desideroso di far passare un brutto quarto d'ora a Ciriaco Benzi?


 

 

24/06/2015 20:13:07
comments powered by Disqus
20.03.2018
Aydin (*)
Questa settimana vorremmo proporvi un piccolo gioco: esaminare un episodio della storia alessandrina secondo i metodi analitici della storiografia anglosassone. La scuola storiografica inglese, che personalmente apprezziamo nel modo più assoluto e a cui cerchiamo di adeguarci quando scriviamo, dà molta...
 
17.03.2018
Marina Elettra Maranetto
“Brutto schifo” era la conclusione cui perveniva la mia amica olandese, che non è mai riuscita ad impossessarsi delle sfumature della nostra lingua, riassumendo con tratto ecumenico tutto ciò che la contrariava, dal particolare all’universale. Ed è quel brutto schifo che ogni giorno, come un rigurgito,...
12.03.2018
Marina Elettra Maranetto
Poco le era stato risparmiato perché non s’era risparmiata. Erano le parole di cui si serviva ad aver preso il posto dei sentimenti che le avevano afferrato la vita. Convertita all’età della saggezza, ma peccando d’orgoglio, si compiaceva d’interpretare ciò che l’interlocutore s’aspettava d’ascoltare...
 
11.03.2018
Patrizia Gioia
Questa mattina al teatro Filodrammatici: Libertà e Bellezza con la musica dei paesi: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia Woody Allen, con la febbrile ironia ebraica, dice che la musica di Wagner gli fa venire voglia di invadere la Polonia. Ascoltando invece la musica polacca e di questi...
04.03.2018
Elvio Bombonato
Via del Campo c'è una graziosa gli occhi grandi color di foglia tutta notte sta sulla soglia vende a tutti la stessa rosa. Via del Campo c'è una bambina con le labbra color rugiada gli occhi grigi come la strada nascon fiori dove cammina. Via del Campo c'è una puttana gli occhi grandi color...
 
28.02.2018
Marina Elettra Maranetto
“Zoccole pentite”, categoria onnicomprensiva che esula dall’accezione comune del termine esprimendo parità di genere. Sono i mutanti di schieramento politico che transumando verso un’altra parte più conveniente ne diventano sostenitori appassionati pensando di riscattarsi. Più realisti del Re,...
28.02.2018
Patrizia Gioia
Cari Amici, non è facile vivere la vecchiaia. Pare assurdo ma arriva come un temporale, previsto ma inaspettato, all'improvviso ti trovi addosso anni come pioggia, dai quali pare impossibile ripararsi, inutile cercare intorno tettoie, ombrelli, ripari, ormai sei bagnata e tutto il tuo corpo e la tua...
 
25.02.2018
Patrizia Gioia
«Gandhi, in una lettera a Sarojini Naidu, si definì una volta scherzosamente “mystic spinner”, ossia “filatore mistico”.Questa sua espressione scherzosa e unica rappresenta un suggerimento centrale per guidarci a ricomprendere noi attraverso la figura del “Mahatma”, il profilo insieme mistico e politico...
25.02.2018
Mauro Fornaro
La crisi della famiglia tradizionale si correla alla crescita delle cosiddette nuove famiglie o “famiglie moderne”. Si tratta di variegate tipologie tutte in crescita negli ultimi decenni pure in Italia: principalmente famiglie ricomposte, cioè formate da due partner che si mettono assieme portando...
 
17.02.2018
Nuccio Lodato
All'indimenticabile memoria di ZEUS, Gatto Nero incomparabile e insuperato [e al Micio Ignoto...
Segnali
Alessandro Gassman e Marco Giallini sul grande schermo ...
Al Teatro Sociale tornano i tanto attesi appuntamenti del Sabato Pomeriggio in Famiglia quest'anno una...
Segnaliamo un articolo comparso sulla rivista economiaepolitica.it in cui si sostiene la tesi che le...
Segnaliamo un interessantissimo articolo di Rosa Canelli e Riccardo Realfonzo sulla crescente disuguaglianza...
Il Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio annuncia che il Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico...
Segnaliamo un interessantissimo articolo del prof. Felice Roberto Pizzuti docente di Politica Economica...
I MARCHESI DEL MONFERRATO NEL 2018 Si è appena concluso un anno particolarmente intenso di attività,...
Stephen Jay Gould Alessandro Ottaviani Scienza Ediesse 2012 Pag. 216 euro 12​ New York, 10 settembre...
Segnaliamo un interessante articolo comparso sulla rivista online economiaepolitica http://www.economiaepolitica.it/lavoro-e-diritti/diritti/scuola-sanita-e-servizi-pubblici/servizio-sanitario-nazionale-a-prezzo-regionale-il-paradosso-del-ticket/...
Segnaliamo, come contributo alla discussione, un interessante articolo comparso sul sito “Le Scienze.it” Link:...
Il Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato” presenta il suo nuovo progetto per il 2018: le celebrazioni...
Segnaliamo un interessante articolo comparso sulla rivista online economiaepolitica http://www.economiaepolitica.it/politiche-economiche/europa-e-mondo/la-ripresa-e-lo-spettro-dellausterita-competitiva/...
DA OGGI IN RETE 2500 SCHEDE SU LUOGHI, MONUMENTI E PERSONAGGI A conclusione di un intenso lavoro, avviato...
Segnaliamo il libro di Agostino Spataro, collaboratore di Cittàfutura su un argomento sempre di estrema...
Memoria Pietro Ingrao Politica Ediesse 2017 Pag. 225 euro 15 Ha vissuto cent’anni Pietro Ingrao...
News dai media nazionali:
Ultime Notizie
facebook
"Citta` Futura on-line" è la testata giornalistica dell`associazione Citta` Futura registrata 
in data 20 gennaio 2012 con atto n°1 presso il Registro della Stampa del Tribunale di Alessandria.
Redazione Mobile:  +39.3351020361 (SMS e MMS)  - Email: cittafutura.al@gmail.com 

Oltre le informazioni. Opinione ed approfondimento.