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Ambiente
Esondazione della Bormida... le bugie hanno le gambe corte
Pier Luigi Cavalchini
 Ve la ricordate la fine di aprile del 2009 con l’emergenza Tanaro spinta ai suoi “massimi”, con ordinanze  di evacuazione per interi quartieri e con centri di concentramento sparsi un po’ per tutta la città. Doveva essere la dimostrazione dell’insostenibilità, della pericolosità subdola e malvagia del ponte Cittadella, minacciato – in quell’occasione – addirittura di bombardamento con tanto di aviazione. Per la verità non fu un granchè come “emergenza” ma la grancassa del Comune di allora costruì le premesse per l’ “evento”. Furono le grandi manovre (soprattutto psicologiche) per preparare il campo alla più grande delle turlupinature del secolo: l’abbattimento del ponte Cittadella inteso come unico e solo responsabile di tutte le emegenze idrauliche della città. Circa trecento persone concentrate nella caserma Valfre’ divennero “seimila sfollati preoccupati” e solo la copertura mediatica di cui godeva la giunta Fabbio poteva arrivare a rendere plausibile ciò che era evidentemente forzato.

Come finì il ponte Cittadella  e  con quanta fatica si cerchi , ora, di porre rimedio al danno è sotto gli occhi di tutti, come chiaro ed evidente è che si continua a perseverare su iniziative di facciata (vedi ponte Meier) non essendo in grado di proporre piani credibili per la sicurezza di persone e cose.

La frase finale precedente vale, al cento per cento, per il corso della Bormida, fiume dal corso torrentizio che, a volte, esonda con esiti disastrosi. Ci furono morti nel 1977, gravi danni nel 1994 e nel 2000, mai niente di veramente significativo dal punto di vista degli interventi di messa in sicurezza, se si eccettuano le normali arginature ed i fornici di separazione, segnali – comunque- di disequilibrio dell’alveo fluviale. Eppure la valutazione, guarda caso, di organi direttamente coinvolti (come l’Assessorato Regionale competente o la  Prefettura di Alessandria), è diversa, e passa da un “significativo apprezzamento per l’attività di AiPO e Autorità di Bacino svolte sulla Bormida” ad un entusiastico “è stato grazie alle nuove arginature dell’AiPO che si sono limitati i danni, altrimenti sicuramente peggiori”. Sarà…anche perché la controprova non c’è e possiamo fare i calcoli solo con le concentrazioni di pioggia all’origine del fenomeno che, questa volta, si sono scatenate solo sull’area del Sassello e parte della valle Scrivia, mentre nel 1977 interessarono un fronte continuo dalle sorgenti della Scrivia ai più lontani rami liguri della Bormida. I numeri di oggi, quindi, sono inferiori di un trenta per cento a quelli del ’77, soprattutto per la quantità d’acqua che si è riversata a sud della città di Alessandria (più otto metri contro quasi più dieci del Settantasette) provocando comunque allagamenti e forti disagi. Non tanto grave la questione del ponte Bormida (chiuso per alcune ore) quanto piuttosto per  l’area spinettese del rio Lovassino eterno candidato a “lavori risolutivi” ma, come si vede, con scarsi dati concreti all’attivo. Come emergenze gravi si sono avute nelle campagne e in tutta la fascia sud – est della città.

Però “si è lavorato bene”, quindi vietato disturbare il manovratore.

Invece, proprio nello spirito della competizione amministrativa che sempre più andrà a caratterizzare la politica, cioè la capacità di prevedere e di saper  interpretare le varie richieste provenienti dalla società civile (con conseguenti risposte adeguate), ci sembra importante mettere in luce ciò che, forse, a molti non è noto.

-         Per una percentuale minima di sicurezza in più ottenuta con interventi di arginatura in più punti lungo l’asse della Bormida e dei suoi affluenti si sono spesi complessivamente, nei soli tre ultimi anni più di dieci milioni di euro.

-         Qualcosa in meno (nove e mezzo, per l’esattezza) è servito, dal 2004 al 2006, per fare qualcosa di molto più ampio e risolutivo sull’intero asse del fiume Mosa tra Belgio ed Olanda, con una rinaturalizzazione delle sponde, creazione di habitat naturali (prima degradati), con un sistema di aree di laminazione controllata gestito dagli stessi proprietari dei fondi, senza nessun tipo di cementizzazione forzata.

-         Gli interventi, volendo fermarci qui, per il momento, dovrebbero interessare anche tutte quelle decine di invasi che a monte del fiume sono in condizioni di terribile degrado, difficilmente gestibili specie in mancanza di scabrezze opportune, fornite dalle alberature e da interventi “a pettine” sui corsi d’acqua. Ma, come già detto, la scelta è andata alla velocizzazione del fiume, alla sua “chiusura in un canale” con i risultati che andiamo a verificare oggi.

Questo solo per dimostrare che vi è un’altra faccia della luna che non si vuole vedere, perché ci sarebbero costi e/o lavori aggiuntivi o – semplicemente – perché ci va bene così.


Nel caso specifico, andando a vedere nel dettaglio i quattro comunicati forniti dall’amministrazione comunale di Alessandria, ci si accontenta di dimostrare affidabilità e compattezza alla struttura di intervento, nonostante le mancanze altrui – tra poco ci arriviamo – e che, soprattutto, “siamo riusciti a non creare allarmismi e a gestire bene l’emergenza…”. 

Ma ci sono alcuni segnali che ci fanno pensare, così come la panzana inventata da Pier Carlo Fabbio dei seimila sfollati del 2009: qui l’opera distruttiva cambia obiettivo, non è tanto il ponte Bormida oggetto di bombardamento prossimo venturo, quanto la Legge da poco approvata alla Camera secondo la quale – a brevissimo – tutti gli Enti Provincia saranno smantellati. Mettere in evidenza, infatti, la “grave inadempienza dello strumento di tradizionale collegamento tra il centro operativo provinciale e i Comuni” (con conseguenti ritardi) ha il chiaro intento di portare la questione dell’emergenza specifica sul  più grande campo di confronto fra Ente Comune di Alessandria più ciò che resta dell’Ente Provincia con il “colosso” Ente Regione, cattivo – come sempre – nei confronti delle periferie, specie quando bisogna entrare in qualche coordinamento e – di conseguenza – operare inter pares. Di questo, alcuni osservatori attenti, ne hanno avuto conferma dall’uso della pagina Facebook del Presidente della Provincia Paolo Filippi che non ha esitato a segnalare le disfunzioni proponendo, oltre che improbabili percorsi alternativi, un ripristino tout cour  delle funzioni precedenti. In questo confortato dal Sindaco Rossa che, chiaramente, mette il dito sulla piaga del mancato coordinamento avvenuto in data odierna e che cosituisce, purtroppo, un arretramento rispetto ad altre performances.  Certo la Regione dovrebbe al più presto rivedere tutta la questione e, magari, gli stessi Enti Comune capozona dovrebbero farsi carico del problema onde arrivare preparati alla prossima occasione.

Che purtroppo non tarderà a verificarsi, data l’improbabile volontà generale a porre mano ad interventi che assicurino maggiori margini di sicurezza. 

A seguire i quattro comunicati stampa in versione integrale.

 

 

Comunicato n.1

 

  

Città di Alessandria

 

 

OGGETTO: evacuazione di abitanti nell’ area golenale Fiume Bormida.

 

IL SINDACO

 

PREMESSO CHE in data odierna del 26/12/2013 sussiste sul territorio comunale di Alessandria lo stato di attenzione come da avviso meteo n. 359 del 25/12/2013 trasmesso dalla Provincia di Alessandria dovuto a condizioni meteorologiche avverse e si sono contestualmente verificate intense precipitazioni.

 

PRESO ATTO del perdurare delle condizioni meteorologiche avverse, dei livelli idrometrici, ed in previsione di ulteriori precipitazioni sull’intero bacino del Fiume Bormida che hanno indotto gli organi di Protezione Civile Comunale a ritenere la situazione sul territorio Comunale più grave della fase di attenzione sussistenze tanto da dichiarare la situazione di preallarme-allarme.

 

RITENUTO di dover tutelare la pubblica incolumità vietando temporaneamente l’utilizzo delle abitazioni ubicate in area golenale Fiume Bormida.

 

VISTO il testo unico degli enti locali 267/2000 artt. 50 e 54.

 

VISTA la legge 225/1992 art. 15.

 

ORDINA

 

Lo sgombero delle abitazioni ubicate in area golenale Fiume Bormida o laddove sia possibile il ricovero ai piani superiori.

 

RENDE NOTO

 

che a norma dell'art. 6 legge 241/2000 il responsabile del procedimento è il ing. Marco Neri Direttore Infrastrutture e Protezione Civile il quale provvederà all'adozione di tutti gli atti successivi e conseguenti.

Incaricato della notifica e dell’esecuzione della presente ordinanza è il Comando di Polizia Municipale 

Ai sensi dell'art. 3 comma 4 della legge 04/08/1990, n. 241 e s.m.i., si informa che avverso la presente ordinanza chiunque vi abbia interesse può ricorrere entro il termine di 60 giorni dalla notifica al T.A.R. del Piemonte.

Comunicato n. 2

 

Il sindaco, Maria Rita Rossa, ha fatto il punto della situazione sull’allarme meteo e sul monitoraggio che si sta effettuando:

La situazione in Città è tranquilla, ma necessita di un monitoraggio costante. Non abbiamo ricevuto allerta, ma abbiamo agito in modo autonomo assumendoci la responsabilità delle nostre scelte.

In accordo con AIPO, a partire dal pomeriggio di ieri, il nucleo di Protezione Civile ed i volontari hanno tenuto sotto controllo gli argini, gli elementi pluviometrici tra Piemonte e Liguria e l’andamento dei fiumi.

I lavori effettuati hanno consentito agli argini di reggere, ma la piena del Bormida che supera di 1,5 mt il livello di pericolo e si colloca intorno agli 8,5 mt, desta preoccupazione in particolar modo per il battente dell’acqua sull’impalcata del ponte che necessita di un controllo costante durante la piena.

Ho emesso, pertanto, due ordinanze di evacuazione delle zone prospicienti il Bormida, le baracche di Bormida, cui la Polizia Municipale ha dato seguito non senza difficoltà.

La Provincia ha ritenuto opportuno chiudere l’accesso al ponte Bormida  e con la nostra Polizia Municipale stiamo tenendo sotto controllo la viabilità e gli accessi al ponte. Anche i rii locali hanno destato qualche preoccupazione, in particolare il Lovassina dove lo scolmatore è in funzione per liberare le griglie. Il rio è straripato a Spinetta, in via Genova, dove siamo intervenuti con una pompa. Anche ad Astuti alcune case si sono allagate ed abbiamo inviato  sacchi di sabbia.

In zona Orti e San Michele la situazione è sotto controllo perché il Tanaro non desta problemi; anche nella zona della confluenza è tutto a posto.

Sono stati chiusi i sottopassi di via Ventolina, di strada Cerca a Valmadonna, di San Giuliano e di via vecchia dei Bagliani.

Alle ore 10 di questa mattina ho convocato una riunione tecnica per designare Villa Guerci come punto di riferimento per il monitoraggio. Ci sono due numeri a disposizione della cittadinanza per informazioni ed emergenze: 0131 56216 e 0131 56040.

Ribadisco che non ci sono pericoli per la popolazione, ma abbiamo voluto agire in via cautelativa  per prevenire. Fondamentale è stato il coordinamento fra gli enti.

 Come ho ribadito in un’apposita ordinanza è opportuno astenersi dalle aree golenali e non mettersi in viaggio se non estremamente necessario per evitare di creare situazioni di pericolo per se stessi e gli altri. Le piogge dureranno fino ad oggi alle 18 secondo i bollettini meteo in nostro possesso.

Continueremo nell’attività di monitoraggio e daremo altri aggiornamenti in corso di giornata”.

Comunicato n. 3

Aggiornamento allerta maltempo

 

Il sindaco, Maria Rita Rossa, ha incontrato in Prefettura i sindaci dei Comuni interessati dall’emergenza ed i rappresentanti di Regione, Provincia, ARPA, AIPO, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine:

“Questa emergenza è stata affrontata dai sindaci con buona volontà e spirito di iniziativa; purtroppo è mancato totalmente un coordinamento complessivo fra tutti i Comuni interessati dalla piena dei corsi d’acqua.

La Sala Operativa della Provincia è sempre stata il punto di riferimento e di coordinamento dei ‘com’ (centri operativi misti), ma avendo trasferito le competenze alle Prefetture questa attività è venuta meno e, soprattutto i Comuni meno attrezzati, hanno avuto serie difficoltà nel reperimento dei dati necessari per affrontare l’emergenza.

Auspico che a breve si possa divenire alla firma di una convenzione che garantisca piena operatività a questa struttura che la Regione ha dotato di tutti i sistemi radio per dialogare con gli altri Comuni.

Il Comune di Alessandria ha deciso autonomamente di passare dallo stato di attenzione allo stato di allarme, emanando anche ordinanze di evacuazione a tutela della pubblica incolumità.

Questo ha consentito che, a parte il disagio sofferto da un parte della popolazione, non si verificassero situazioni altamente drammatiche.

Tuttavia questo problema va affrontato al più presto, ripristinando la rete dei collegamenti che nell’emergenza precedente ha dimostrato di sapere funzionare egregiamente e far fronte alle criticità.

In senso assoluto la sicurezza è migliorata per merito dei lavori effettuati da AIPO che hanno consentito agli argini di reggere a dimostrazione che  la tutela e la sicurezza della Città funzionano solo con il coordinamento ed il monitoraggio fra gli enti”.

…\


Aggiornamento allerta maltempo ore 19.30

Comunicato n. 4

Il livello del fiume Bormida sta lentamente rientrando: alle 19.30 è a 7,90 mt sul Ponte.

Quest’ultimo è stato riaperto, in entrambi i sensi di marcia, intorno alle 17.30.

La Protezione Civile rimane in allerta ed è aperta, a disposizione della cittadinanza per informazioni ed emergenze ai numeri 0131 56216 e 0131 56040.

Continuerà, anche per tutta la notte, nell’intero territorio comunale, il monitoraggio sia sul Bormida che sul Tanaro, sui cui argini non si rileva, comunque, alcun problema.

26/12/2013 22:42:20
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